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Cura del prato in autunno: ultimo taglio, concimazione e foglie

Il prato in autunno è più bello che ad agosto: fa fresco, piove e l'erba torna a crescere. Proprio per questo l'autunno è il mese che più determina come si presenterà il prato la primavera successiva.

La differenza sostanziale tra la cura primaverile e quella autunnale sta in ciò che chiedi all'erba. In primavera la spingi a crescere; in autunno la prepari al riposo — rafforzi radici e resistenza invece della massa fogliare.

L'ultimo taglio: quando e a che altezza

L'ultimo taglio si fa circa quattro settimane prima delle prime gelate persistenti — di solito fine ottobre o novembre, secondo l'andamento del tempo. Decisiva è l'altezza: lascia l'erba a 4–5 cm.

Perché non più corta e non più lunga? Un prato tagliato raso entra in inverno con radici indebolite e prende il gelo in pieno. L'erba troppo lunga, al contrario, si corica sotto la neve, fermenta, e in primavera trovi le chiazze del mal bianco da neve.

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Concime autunnale: potassio al posto dell'azoto

È l'errore autunnale più comune: finire l'avanzo del concime primaverile. Le miscele primaverili sono ricche di azoto, che spinge l'erba alla crescita; in autunno significa fili molli e acquosi che la prima gelata brucia.

Il concime autunnale ha perciò un'alta quota di potassio. Il potassio non aumenta la crescita ma irrobustisce i tessuti e migliora la resistenza al gelo: l'erba entra in inverno più dura. Distribuiscilo al più tardi a metà ottobre, perché il prato faccia in tempo ad assimilarlo.

Le foglie: raccoglierle, ma valorizzarle

Le foglie devono andar via dal prato. Sotto uno strato continuo l'erba non riceve luce, l'umidità ristagna e in poche settimane si forma una chiazza gialla e spoglia che in primavera viene colonizzata dal muschio.

Non è però necessario portarle via. Se lo strato non è spesso, passaci sopra il tosaerba mulching: le foglie triturate cadono tra i fili e si decompongono come concime. Gli strati più spessi vanno rastrellati e usati come pacciamatura sulle aiuole o messi nel compost.

Trasemina e arieggiatura

  • Trasemina delle zone spoglie — l'inizio di settembre è migliore della primavera: terreno caldo, piogge regolari e infestanti meno aggressive. A ottobre è troppo tardi, il seme non si insedia.
  • Arieggiatura con verticutter — la rimozione del feltro è soprattutto un lavoro primaverile, ma una passata leggera a settembre aiuta dove il feltro è abbondante. A ottobre e novembre no: il prato non farebbe in tempo a rigenerarsi.
  • Bucatura del terreno — utile per tutto l'autunno sui prati compattati; anche solo forare la superficie con la forca migliora l'arrivo d'aria alle radici.
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Cosa evitare in autunno

  • Il concime azotato — vedi sopra: erba molle e punte bruciate.
  • Camminare sul prato gelato — i fili gelati si spezzano e le impronte restano come macchie brune fino a primavera inoltrata.
  • L'ultimo taglio con erba bagnata — il tosaerba strappa invece di tagliare, e i tessuti lesionati sono la porta d'ingresso per le malattie fungine.
  • Lasciare le foglie fino a primavera — su questo il prato perde sempre.

Domande frequenti

Quando si fa l'ultimo taglio del prato?

Circa quattro settimane prima delle prime gelate persistenti, di norma a fine ottobre o a novembre. Lascia l'erba a 4–5 cm: più corta entra in inverno con radici deboli, più lunga si corica sotto la neve e si forma il mal bianco da neve.

È necessario concimare il prato in autunno?

Non è obbligatorio, ma è uno degli interventi più efficaci in assoluto. Un concime autunnale ricco di potassio migliora la resistenza al gelo e il prato arriva a primavera nettamente più fitto. Distribuiscilo entro metà ottobre e non ricorrere al concime azotato primaverile.

Devo rastrellare le foglie dal prato?

Sì: uno strato continuo soffoca il prato nel giro di poche settimane. Uno strato sottile però non va portato via — passaci il tosaerba mulching e le foglie triturate si decompongono sul posto come concime. Solo gli strati più spessi vanno rimossi.

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